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La persuasiva Albania

8 Mag 2020

Viaggi

Tempo di lettura: 5'

La persuasiva Albania

Percorri una strada diversa ad ogni viaggio, liberati della tua routine per uscire dalla tua zona di comfort.

Albania mare
Mare in Albania

La scelta di virare ad est Europa si è rivelata sempre azzeccata per quanto mi riguarda, sia che sia avvenuta in rigidi inverni come quando m’imbattei nella scoperta della Transilvania, sia che si trattasse di incandescenti estati con la variopinta Croazia. La realtà della piccola Albania mi attrae da tempo immemore; questa volta è giunto il momento. Però c’è bisogno di qualche giorno in città, anche se fa caldo, agosto è entrato da poco ma vale la pena andare a Budapest, ne siamo convinti. La mia frizzante compagna Lady_C non sta nella pelle, entrambi abbiamo visitato la capitale ungherese, in tempi diversi, ma cogliamo l’occasione per invadere casa di Ludovica, una nostra amica che si è trasferita per lavoro.

La comitiva questa volta nel corso del viaggio aumenterà pericolosamente. Già ai nastri di partenza si aggiunge un mio amico di vecchia data, Corrado. Ludovica si è integrata subito in una realtà dinamica e giovanile che oltre a darle lavoro le garantisce uno stile di vita rilassato ed ottimale, stringendo i denti durante i duri periodi invernali. Da buona italiana ha subito messo piede nella movida cittadina e casualmente noi arriviamo per l’aperitivo!!! La prima sera classica altalena tra i locali come i ruin pub; spazi industri recuperati e destinati a diventare luoghi di culto pieni di strani oggetti sale buie e corridoi senza via d’uscita, per poi finire a ballare in una barca lungo lo scuro Danubio. Beh mi sembra un buon inizio.

Albania locali

In preda all’adrenalina la mattina seguente siamo già in giro pronti ad affrontare la lunga giornata esplorativa. L’attrazione più lontana da raggiungere è il variopinto Bastione dei Pescatori con le sue sette torri da cui si gode una vista di Pest veramente suggestiva. Si perché la città è divisa in due dal fiume Danubio. Buda è la parte dove è situata la collina del castello, quella da cui ammiriamo le bellezze dall’alto e Pest che si erge dall’altra parte del ponte delle catene , costruzione quest’ultima, romantica al calar del sole quando una fitta schiera di luci lo rende di uno splendore abbagliante. 

Ancora più splendete a pochi passi si può ammirare il palazzo del parlamento, imponente di giorno con  le sue tantissime finestre che lo circondano interamente, e visibile nitidamente di notte quando il suo riflesso color oro è talmente surreale da risultare impossibile da immortalare con la macchina fotografica. TUTTO MOLTO BELLO. Questo è proprio il momento che amo: è molto tardi e l’aria sembra quasi essere frizzante, si percepisce praticamente ogni rumore al di fuori dei nostri “sbilenchi” passi e i monumenti sembrano sempre più grandi del normale.

La giusta ricompensa di un’intensa scorpacciata di cultura e fatica è un’immersione totale nell’esperienza che assolutamente non può mancare, i bagni termali. In metro raggiungiamo facilmente le piscine Szèchenyi con le vasche all’interno di un edifico antico che, ampliato da quelli più recenti è il più grande complesso termale d’Europa. La temperatura parte da 18 gradi centigradi fino al massimo di 40 gradi, un percorso sensoriale incredibile arricchito da saune docce emozionali e bagno turco. Tre giorni intensi e già siamo in aeroporto direzione Tirana. Al nostro arrivo riusciamo a noleggiare un’automobile non senza qualche difficoltà perché questo è il modo più efficace per muoversi liberamente tra le bellezze naturali della nazione ed in tanti hanno avuto la nostra idea. Arrivati sulla costa in direzione sud, la prima sosta sosta notturna avviene nel piccolo centro di Dhermi dove il giorno seguente vedremo un posto esplosivo: la spiaggia di Gjipe.

L’avvicinamento alla zona balneabile è reso impervio da una lunga strada sterrata in discesa, c’è qualche pianta che offre momenti di ombra ma quando dopo circa quaranta minuti arriviamo sulla riva del mare lo sforzo è ripagato alla grande. Come tutte le spiagge fuori da una situazione confortevole quella che troviamo è una perla naturale che ci regalerà una giornata contemplativa e rigenerante. Il celeste ruvido delle acque ricorda le coste della vicinissima Grecia, i sassi bianchi fitti ed il verde della falesia circostante completano l’opera d’arte naturale. Il bosco dietro l’unico chiosco di legno garantisce riparo ad i più determinati che scelgono di campeggiare mentre la roccia scivolosa a picco sul mare è ideale per qualche via di arrampicata.

Il tragitto in macchina appena arrivati nella parte bassa dell’Albania è molto bello ed interessante per gli amanti dell’on the road, le pinete sono un groviglio di arbusti e profumi e si ripetono velocemente quasi a formare un labirinto che disorienta. La tappa successiva è SARANDA. La località sembra esser diventata nota, lungo il tratto di mare cittadino dal porto parte una lunga fila di ristoranti ed hotel che culmina con la classica via dello shopping da turista mentre nella parte alta di Saranda c’è la vera vita locale ed è qui che ci sistemeremo.

Vi avevo promesso una parte scoppiettante ed ecco che una sera, quasi per magia,ci raggiungono Marco e Stefano provenienti dallo sziget festival di Budapest e Giulia con Daniele arrivati eroicamente in pullman da Roma. Povero Corrado. I rustici ristoranti della zona che abbiamo occupato sono perfetti per una cena celebrativa a suon di crudi di pesce e vino locale, per una serata perfetta infine, ci dirigiamo decisi al porto per il primo ed ultimo bagno di mezzanotte. 

Albania amici

Iniziano le alzatacce con mal di testa che non ci scoraggiano e nonostante le bravate fino a tarda notte riusciamo ad organizzare qualche giorno di escursioni in cui vivremo a pieno di tutto ciò che offre questa terra persuasiva.La spiaggia di Xamil è la prima tappa molto caotica visto che è la spiaggia più bella vicina alla città, a seguire noleggiamo una barchetta, con pilota molto taciturno, che ci conduce nelle più nascoste isole naturali dove ci ritroviamo spesso da soli e questo ci piace molto.

E’ arrivato il momento della proposta che svolta un viaggio, la cena autoctona nel paese che ci sta ospitando. Da quando sono arrivato la sera scruto un signore dai tratti marcati che porta i segni di una vita di sacrifici, dilettarsi a cuocere spiedini di carne molto grandi sul suo rudimentale braciere. Najo sembra chiamarsi e ci spiega che si tratta di interiora d’agnello con i quali improvvisiamo una cena che ci fa entrare a stretto contatto con gli usi del luogo, in pochi minuti siamo raggiunti dall’intera famiglia di Najo che festante versa grappa a noi e a tutta la strada popolatasi di albanesi gioiosi. L’ indomani è Porto Palermo a rapirci, una collinetta con fortezza medievale circondata da acque cristalline ed insenature paradisiache. C’è una piccola spiaggia con pochi ombrelloni e possibilità di escludersi totalmente dal mondo esterno noleggiando un kayak o allontanandosi semplicemente a nuoto.

Albania

L’ultima cosa che visitiamo mentre siamo di ritorno a Tirana è l’occhio blu una sorgente naturale di profondità ancora sconosciuta che può essere anche evitata se non si ha del tempo da perdere in vista dell’aereo di ritorno. A questo punto non ci riesce che volare alla volta di casa.

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