Summer Jamboree festival – Turisti per hobby

Summer Jamboree festival

SUMMER JAMBOREE FESTIVAL

Senigallia (30 luglio – 7 agosto)

Jamboree

Partenza da Roma alle 14.30, c’è il sole; autostrada, sosta e caffè, arrivo a Senigallia alle 18.00. C’è il sole anche qui e soprattutto c’è il mare! Non sapevamo cosa aspettarci ma lo capiamo appena scendiamo dalla macchina. Neanche il tempo di guardarci intorno che foulard colorati, vestitini a pois e T-Shirt bianche sovrastate da straccali neri ci investono: siamo davvero negli anni ’50. Il lungomare marchigiano, poi, sembra essere la cornice perfetta per questo “vecchio – nuovo mondo” in cui ci siamo catapultati. Siamo pronti per il Jamboore!
Cos’è il Summer Jamboree Festival? Un evento internazionale di musica e cultura degli anni ’40 e ‘50, che si svolge ogni anno, per una settimana, a Senigallia.
Cerchiamo un albergo per la notte … trovarlo non è stato facile. Il Festival richiama davvero tantissime persone in questi otto giorni e le strutture ricettive sono praticamente tutte al completo. Alla fine troviamo una camera in pieno centro: 102 euro con colazione (ci è andata di lusso; ma prenotare qualche giorno prima è un consiglio da prendere al volo).
Il viaggio in macchina (senza aria condizionata e rigorosamente Gpl) ci impone una doccia; alle 21 siamo pronti per la serata. Passeggiata per scoprire la cittadina e poi cena a base di pesce: insalata di mare come aperitivo, seguita da spigola con zucchine e melanzane grigliate, tutto annaffiato da una bottiglia di Gewurztraminer. La cena non ci delude (ma lo sapevamo, siamo in Italia!!).
Paghiamo, ci alziamo e seguiamo la scia della musica. Il sole della giornata ha lasciato in eredità, per la sera, un vento piacevole che ci accompagna per tutto il lungomare. Eccoci al “Foro Annonario”. La cornice è favolosa e guardare dall’alto più di cinquecento persone che danzano a colpi di “rock and roll” è fantastico. Prendiamo una birra e decidiamo di immergerci nella divertente macchia colorata che si muove a tempo. Le ragazze che sorridono, rigorosamente con gonnelline a pois e fasce in testa, ci ricordano i favolosi episodi di “Happy days”; i ragazzi con i blu jeans, che guardano sornioni, ci riportano a un tempo così lontano ma che oggi (solo oggi e solo in questo “Foro”, in mezzo a tutti questi giovani in bilico tra il 2016 e il 1948) sembra essere così vicino da poterlo toccare.
La guerra era finita da poco e le persone sognavano un futuro radioso …
Si beve, si balla, si applaude il gruppo live che saluta e lascia il posto a nuovi artisti; si beve, si balla, il rock, fa spazio allo swing, lo swing al jazz. E mentre la luna controlla tutto dall’alto, nel Foro c’è magia: per tutti i ragazzi del nuovo millennio, trasformati per una sera in giovani degli anni ’50, ballare insieme diventa davvero condividere un momento speciale, dividersi lo stesso sorriso, la stessa risata. E sotto le note di Elvis, il ragazzetto con la brillantina tra i capelli pensa che è già tutto fantastico così e che il bacio (galeotto ovviamente) che vorrebbe strappare a quella dolce biondina con la fascia in testa, qualora arrivasse, sarebbe un piacevole surplus.
E io per un momento immagino mio nonno ballare e il sorriso di mia nonna quando aveva vent’anni …
All’una e mezza l’ultimo gruppo live ci saluta; ma non c’è da preoccuparsi: il fiume umano colorato si trasferisce alla “Rotonda a Mare”; qui e sulla sabbia che circonda il suggestivo spazio che affaccia sul mare, ci accompagna ancora la Dance, ripercorrendo la storia della musica leggera dagli anni ’60 fino ai nostri giorni. Si beve, si balla, si suda, si sorride. La fila di ragazze davanti ai bagni ci trasporta sul set di “Grease”.
Sono ormai le cinque del mattino; la luna, anche se non vorrebbe, deve andare a dormire. Noi, prima di tornare in hotel, ci facciamo un giro sulla leggendaria Cadillac rosa. Buonanotte.
In questi casi il mattino serve per riposare. Alle tredici siamo in spiaggia: un bagno, il sole e poi un piatto di spaghetti con le vongole. Purtroppo dobbiamo ripartire verso Roma. Prima però ci facciamo una passeggiata ai “Giardini Rocca” e poi al “Rockin’ Village” (Mercato anni ’50); noi abbiamo dormito ma qui il passato non si è fermato e ha continuato ad andare avanti: a Senigallia il Jamboee continua, la magia degli anni ’50 non svanirà, almeno fino a notte fonda.
Saliamo in macchina e partiamo. Due giorni e una notte sono davvero pochi per godere appieno di un festival particolare come il Jamboee, il prossimo anno ci organizzeremo meglio.
Cosa ci portiamo via da Senigallia? Niente calamite, pochissime fotografie … ci portiamo via la spensieratezza di una serata colorata, che ci fa pensare (senza retorica ma con sincerità) che forse, in quegli anni, c’erano molte cose in meno, ma tanta felicità in più; o spensieratezza, o voglia di vivere, o voglia di sorridere. Chiamatela come volete, ma c’era qualcosa di magico che oggi si fa fatica a scorgere.
E all’improvviso, mentre rallentiamo l’ennesima volta, davanti all’ennesimo Tutor, penso a mio nonno e cerco di immaginare sotto quale canzone, ballando, sorrise per la prima volta a mia nonna …

Autori: Francesco Di Chio e David Ghione 

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