Viaggiate con passione...poi fatelo ancora...

Viaggio nel Nord

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VIAGGIO NEL NORD

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Sveglia alle 6 e 35 dopo una serata impegnativa con gli amici, appuntamento con il PRONTOBUS alle 07:00 in punto, un paio di tappe intermedie, un po’ di traffico sul raccordo e poi eccolo che appare: L’ aeroporto di Ciampino, con i suoi condomini attaccati alla pista di decollo e gli appartamenti vista hangar e fusoliere ryanair. Arrivati all’ aeroporto il tempo di una sigaretta e di un caffè poi via verso l’ affollatissimo metal detector, e la fila per salire sull’ aereo lowcost prenotato per tempo e pagato pochissimo. Finalmente si vola! Nel sedile accanto a me, una graziosa studentessa spagnola inconsapevole dei rigori invernali polacchi mi racconta che ha scelto Varsavia per spezzare la routine dell’ erasmus in italia. Cosi, tra una chiacchiera ed un sonnellino arriviamo a Varsavia o meglio a Modlin, l’ equivalente polacco del nostro Ciampino e da lì un autobus, pagato una cifra spropositata, ci porta in centro permettendoci un rapido excursus della capitale che a primo impatto sembra imponente e maestosa, una vera capitale europea.

 

Ma non c’è tempo per le tappe intermedie, lo shuttlebus ci lascia fuori un palazzo che nella forma ricorda l’ Empire State Building ma il nome è un po’ inquietante: Palazzo della Kultura. Da lì saltiamo sulla metropolitana come 2 varsaviesi esperti e ci dirigiamo verso il capolinea, la stazione Mlociny (o qualcosa del genere) che ci accoglie con la sua enorme stazione degli autobus. Cosi, mentre nella mia testa abbondano i deja vu che mi fanno sentire non in una città del tutto sconosciuta ma all’ Anagnina, troviamo il nostro bus che alle 15:30 puntualissimo parte. Sono le 3 e mezza del pomeriggio ma è già praticamente notte. Dopo 5 ore di viaggio ed una sosta di 10 minuti in mezzo alla steppa polacca arriviamo finalmente alla meta. Danzica, sul mar Baltico. Qualche minuto dopo il nostro arrivo ci raggiunge Marco, che ormai vive lì da settembre e si muove come uno del posto. La nostra ultima meta è Sopot, una località balneare sul Baltico praticamente attaccata a Danzica che vanta lo status di località balneare esclusiva, l’equivalene della nostra Forte dei Marmi negli anni settanta. Ad accoglierci oltre a Marco c’è un freddo clamoroso. La prima sera è subito festa: locali, club, da veri italiani non ci facciamo mancare niente.

 

Il giorno successivo la sveglia non suona e ci alziamo intorno alle 13:00 abbondanti, ci aspettano altre 2 ore scarse di cielo grigio metallo e poi di nuovo notte fonda. Mi sentivo come Frodo, che dopo tante peripezie riesce ad arrivare a Mordor, dove il sole non sorge mai. Ma noi siamo gorianesi e né il freddo né l’oscurità ci hanno mai fermati.

 

Usciamo di casa per vedere il Mar Baltico con le sue acque plumbee e sullo sfondo i grandiosi cantieri navali di Danzica, città dell’ambra, che il giorno dopo andiamo finalmente a visitare. Anche grazie ad una fortuita giornata di sole, la città che sorge alla foce della Vistola, con il centro storico circondato dai canali e dai grandiosi palazzi, si mostra in tutta la sua bellezza. Danzica è stata completamente distrutta durante l’ultima guerra, ma oggi è completamente ricostruita, sasso dopo sasso, mattone dopo mattone, ed appare in tutto il suo splendore.

 

Una visita a Danzica non può non includere la visita al museo di Solidarność, il sindacato degli operai dei cantieri navali. Questo museo racconta la storia della protesta più o meno pacifica che ha portato alla caduta del regime comunista in Polonia. È una struttura nuovissima con installazioni all’avanguardia e coinvolgenti, un posto assolutamente da visitare. Parliamo del secondo pensiero fisso dell’italiano che va all’estero: il cibo. Non spaventatevi, in Polonia si mangia molto bene, il salmone, la carne stufata o alla brace, le fantastiche zuppe, i dolci!!! La cucina polacca non ha la nostra varietà ma è sicuramente di buona qualità e molto economica: mangiare in un buon ristorante al centro di Danzica non costa più di 15 Euro….Per tirare le somme del nostro week end polacco direi che tra gli aspetti positivi c’è sicuramente il cibo, i club, l’ostello Siesta dove abbiamo dormito, la bellezza di Danzica e di Sopot e l’economicità della vita. Tra i lati negativi mi sento di segnalare solo il freddo glaciale. Come canzone da viaggio consiglio la mia canzone da viaggio preferita: “Pe chi sa da ndò viene” dei Gente De Borgata.

Romualdo e Mario[:en] 

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Sveglia alle 6 e 35 dopo una serata impegnativa con gli amici, appuntamento con il PRONTOBUS alle 07:00 in punto, un paio di tappe intermedie, un po’ di traffico sul raccordo e poi eccolo che appare: L’ aeroporto di Ciampino, con i suoi condomini attaccati alla pista di decollo e gli appartamenti vista hangar e fusoliere ryanair. Arrivati all’ aeroporto il tempo di una sigaretta e di un caffè poi via verso l’ affollatissimo metal detector, e la fila per salire sull’ aereo lowcost prenotato per tempo e pagato pochissimo. Finalmente si vola! Nel sedile accanto a me, una graziosa studentessa spagnola inconsapevole dei rigori invernali polacchi mi racconta che ha scelto Varsavia per spezzare la routine dell’ erasmus in italia. Cosi, tra una chiacchiera ed un sonnellino arriviamo a Varsavia o meglio a Modlin, l’ equivalente polacco del nostro Ciampino e da lì un autobus, pagato una cifra spropositata, ci porta in centro permettendoci un rapido excursus della capitale che a primo impatto sembra imponente e maestosa, una vera capitale europea.

Ma non c’è tempo per le tappe intermedie, lo shuttlebus ci lascia fuori un palazzo che nella forma ricorda l’ Empire State Building ma il nome è un po’ inquietante: Palazzo della Kultura. Da lì saltiamo sulla metropolitana come 2 varsaviesi esperti e ci dirigiamo verso il capolinea, la stazione Mlociny (o qualcosa del genere) che ci accoglie con la sua enorme stazione degli autobus. Cosi, mentre nella mia testa abbondano i deja vu che mi fanno sentire non in una città del tutto sconosciuta ma all’ Anagnina, troviamo il nostro bus che alle 15:30 puntualissimo parte. Sono le 3 e mezza del pomeriggio ma è già praticamente notte. Dopo 5 ore di viaggio ed una sosta di 10 minuti in mezzo alla steppa polacca arriviamo finalmente alla meta. Danzica, sul mar Baltico. Qualche minuto dopo il nostro arrivo ci raggiunge Marco, che ormai vive lì da settembre e si muove come uno del posto. La nostra ultima meta è Sopot, una località balneare sul Baltico praticamente attaccata a Danzica che vanta lo status di località balneare esclusiva, l’equivalene della nostra Forte dei Marmi negli anni settanta. Ad accoglierci oltre a Marco c’è un freddo clamoroso. La prima sera è subito festa: locali, club, da veri italiani non ci facciamo mancare niente.

Il giorno successivo la sveglia non suona e ci alziamo intorno alle 13:00 abbondanti, ci aspettano altre 2 ore scarse di cielo grigio metallo e poi di nuovo notte fonda. Mi sentivo come Frodo, che dopo tante peripezie riesce ad arrivare a Mordor, dove il sole non sorge mai. Ma noi siamo gorianesi e né il freddo né l’oscurità ci hanno mai fermati.

Usciamo di casa per vedere il Mar Baltico con le sue acque plumbee e sullo sfondo i grandiosi cantieri navali di Danzica, città dell’ambra, che il giorno dopo andiamo finalmente a visitare. Anche grazie ad una fortuita giornata di sole, la città che sorge alla foce della Vistola, con il centro storico circondato dai canali e dai grandiosi palazzi, si mostra in tutta la sua bellezza. Danzica è stata completamente distrutta durante l’ultima guerra, ma oggi è completamente ricostruita, sasso dopo sasso, mattone dopo mattone, ed appare in tutto il suo splendore.

Una visita a Danzica non può non includere la visita al museo di Solidarność, il sindacato degli operai dei cantieri navali. Questo museo racconta la storia della protesta più o meno pacifica che ha portato alla caduta del regime comunista in Polonia. È una struttura nuovissima con installazioni all’avanguardia e coinvolgenti, un posto assolutamente da visitare. Parliamo del secondo pensiero fisso dell’italiano che va all’estero: il cibo. Non spaventatevi, in Polonia si mangia molto bene, il salmone, la carne stufata o alla brace, le fantastiche zuppe, i dolci!!! La cucina polacca non ha la nostra varietà ma è sicuramente di buona qualità e molto economica: mangiare in un buon ristorante al centro di Danzica non costa più di 15 Euro….Per tirare le somme del nostro week end polacco direi che tra gli aspetti positivi c’è sicuramente il cibo, i club, l’ostello Siesta dove abbiamo dormito, la bellezza di Danzica e di Sopot e l’economicità della vita. Tra i lati negativi mi sento di segnalare solo il freddo glaciale. Come canzone da viaggio consiglio la mia canzone da viaggio preferita: “Pe chi sa da ndò viene” dei Gente De Borgata.

Romualdo e Mario[:]