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I Giardini delle Meraviglie

2 Apr 2021

Italia,Viaggi

Tempo di lettura: 4'

I Giardini delle Meraviglie

Il divieto di sognare è un trauma significativo.

Dopo un anno di “reclusione” forzata gli animi turbolenti iniziano a vibrare incessantemente. E’ da qualche giorno che sento dei rumori funesti, durante le ore notturne, dentro la camera da letto. Il cassetto dell’armadio “gracchia” quasi a richiamare la mia attenzione, come ho fatto a non pensarci li dentro c’è il passaporto. Lo tiro fuori e spolvero con cura, è giunto il momento di varcare un piccolo confine nazionale. Non si può viaggiare con disinvoltura come sempre e la smania cresce giornalmente come l’eccitazione che proviamo quando incontriamo Francesco, un grande amico della crew che quest’oggi ci ammalierà con le sua spiccata predisposizione a guida turistica.

Il pass d’ingresso ai Giardini Vaticani in cambio dei nostri passaporti. Appena varcate le mura Leonine, che proteggono il colle Vaticano sin dalla fine dell’ottocento, percepiamo subito un’atmosfera rilassata e silenziosa. Queste sensazioni crescono esponenzialmente appena ci avviciniamo ai Giardini. La minuziosità dei dettagli di tutto quello che ci circonda si palesa ad ogni passo, un piccolo hotel alla nostra sinistra ci incuriosisce e con grande sorpresa scopriamo che è l’attuale residenza di Papa Francesco. A volere la costruzione di quella che poi sarà la residenza del suo successore, l’amatissimo Papa Giovanni Paolo II che la volle come momentanea sistemazione dei cardinali durante i periodi dei conclavi dopo che il Papa polacco partecipò all’elezione del Santo Padre per ben due volte a distanza di poco più di un mese a causa dei controversi accadimenti della vicenda di Papa Luciani.

Giardini vaticani
La prospettiva dall’alto dei Giardini Vaticani

Percorriamo salite costeggiando bellissimi cactus altissimi ed i nostri sguardi sono rapiti ripetutamente dai colorati fiori e dalla fitta e compatta erba che disegna quadri naturali ovunque. A proteggerci durante tutto il percorso l’imponente presenza della Cupola di San Pietro che alle nostre spalle ci spia costantemente fino alla piccola Chiesa di Santo Stefano degli Abissini che si dice sia la prima chiesa di Roma.

La Fontana dell’Aquilone è soltanto una delle cento presenti all’interno del piccolo Stato, si esibisce in un gioco di zampilli di acqua mentre i pesci nuotano sinuosi ed indisturbati. Il profumo del muschio ci introduce all’interno di un bosco lasciato apparentemente in stato di abbandono per volontà di Pio XI che ne voleva esaltare lo spirito naturalistico con un risultato decisamente wild cosa che mi fa sentire a casa.

Durante il percorso incontriamo addirittura i murales disegnati su un grandissimo frammento del muro di Berlino donato allo Stato del Vaticano dopo la famosa caduta. I Giardini delle Meraviglie continuano ad esibire le innumerevoli bellezze presenti: la Casina di Paolo IV che sfarzosa accoglieva il Papa come una sorta di dimora estiva, la Fontana degli Specchi, quella del Sacramento, il Giardino all’Inglese ed addirittura la riproduzione della Grotta di Lourdes.

Giardini vaticani
Residenza vacanziera di Papa Pio XI

All’improvviso presi dalla storia millenaria che sembra voler uscire dalle mura della Basilica, ci ritroviamo sotto la statua equestre di Carlo Magno che ci introduce all’interno del simbolo dello Stato del Vaticano. Siamo dietro la Porta Santa che ogni venticinque anni viene aperta in occasione del Giubileo.

All’esterno appare sontuosa coni suoi decori ed i simboli dei Papi che hanno dato l’ordine di “buttarla giù” nel corso degli anni. All’interno come per tutte le altre porte presenti è posta la serratura, un’ulteriore accorgimento a protezione del Santo Padre. Scendiamo verso le Grotte Vaticane che sono poste tre metri sotto l’attuale Basilica di San Pietro dove sorgeva la Basilica Costantiniana e dove sono presenti alcune delle colonne della costruzione precedente.

Fontana dell’aquilone
Fontana dell’aquilone

Dalla parte più bassa passiamo direttamente in quota, sulla Cupola. Tira un forte vento che pulisce il cielo da qualsiasi frammento voglia rovinare l’azzurro intensissimo. Roma da questa prospettiva è un quadro adagiato a terra che si ammira perfettamente a testa in giù. L’immensità che abbiamo vissuto ci accompagna durante la lunga discesa per tornare all’altezza dei comuni mortali, Francesco ci svela le “magagne” della famiglia Barberini che utilizzò il bronzo della parte superiore del Pantheon, di loro proprietà, per commissionare la realizzazione dell’altare Papale al Bernini.

Arriva il momento in cui il nostro cicerone ci apre le porte di un’esperienza fantastica, un viaggio nel viaggio, come per magia ci ritroviamo davanti la Pietà di Michelangelo, in un luogo inaccessibile e mentre tutti l’ammirano da lontano, noi siamo a pochi centimetri di distanza dall’opera d’arte a cui più di tutte, manca solo la parola… C’è un silenzio poetico, le venature delle statue sembrano quasi pulsare, osserviamo con attenzione ogni singolo dettaglio con l’impressione che da un momento all’altro le sculture possano prendere vita. E dopo il momento più bello commossi salutiamo il nostro amico che ci ha fatto provare l’ebrezza di un viaggio fuori dai confini nazionali.

La pietà
La pietà

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